venerdì 17 settembre 2010

quanto tempo.... :)

mercoledì 15 agosto 2007

Farewell

Grazie, Merci, Gracias, Kitos, Thanks, Cheers.....

In un giorno di pioggia, 7/02/07 ti ho conosciuta.....

Is è mo laoch, mo ghile mear
Is è mo Shaesar
ghile mear
Ni fhuras fein aon tsuan as sean
o chuaigh i gcein mo ghile mear

Addio, addio e un bicchiere levato al cielo d'Irlanda e alle nuvole gonfie.
Un nodo alla gola ed un ultimo sguardo alla vecchia Anna Liffey e alle strade del porto.
Un sorso di birra per le verdi brughiere e un altro ai mocciosi coperti di fango,
e un brindisi anche agli gnomi a alle fate, ai folletti che corrono sulle tue strade.

Hai i fianchi robusti di una vecchia signora e i modi un po' rudi della gente di mare,
ti trascini tra fango, sudore e risate e la puzza di alcool nelle notti d'estate.
Un vecchio compagno ti segue paziente, il mare si sdraia fedele ai tuoi piedi,
ti culla leggero nelle sere d'inverno, ti riporta le voci degli amanti di ieri.

E' in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta,
il vento dell'ovest rideva gentile
e in un giorno di pioggia ho imparato ad amarti
mi hai preso per mano portandomi via.

Hai occhi di ghiaccio ed un cuore di terra, hai il passo pesante di un vecchio ubriacone,
ti chiudi a sognare nelle notti d'inverno e ti copri di rosso e fiorisci d'estate.
I tuoi esuli parlano lingue straniere, si addormentano soli sognando i tuoi cieli,
si ritrovano persi in paesi lontani a cantare una terra di profughi e santi.

E' in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta,
il vento dell'ovest rideva gentile
e in un giorno di pioggia ho imparato ad amarti
mi hai preso per mano portandomi via.

E in un giorno di pioggia ti rivedrò ancora
e potrò consolare i tuoi occhi bagnati.
In un giorno di pioggia saremo vicini,
balleremo leggeri sull'aria di un Reel.

Addio Irlanda.

Fede.


lunedì 30 luglio 2007

Kerry and Dingle... :)

Ciao,

Mentre scrivo queste poche righe word, il ticchettio della pioggia alla finestra scandisce lo scorrere del mio giorno off settimanale…E la mia mente ritorna alla gitarella che il week-end scorso mi portò fuori dalla solita Dublin; Ovviamente i membri di questa scialuppa di salvataggio che risaliva l’Irlanda verso west non si limitavano al solo panda. Come sempre con me c’era Juan ed il simpatico tridente francese Benoit, Toni, Guilhem (Tridente, mmm… Campioni del mondo!!). Il week-end scorso è stato più lungo del solito binomio sabato-domenica, visto il sopraggiungere di una dissenteria che, dopo la chiamata di rito alla manager, ha lasciato il panda a casa da lavoro il venerdì e gli ha permesso quindi di prendere il bus per Killarney appunto il venerdì (qualche fatto o malattia in questa frase potrebbe non essere realmente accaduto).

Dublin – Killarney, 310km, 6h e 10 minuti di autobus. Eterno. Eterno anche per me che normalmente riesco a dormire tutto il viaggio per poi svegliarmi a destinazione fresco e pronto a fare il solito casino. Ma complice la seduta, comoda come un paio di scarpe di 3 taglie inferiori durante la tradizionale via crucis itinerante del quartiere, ed il mio bisogno di dormire (quasi inesistente quel venerdì), la maggior parte del viaggio è passata con gli occhi spalancati e le cuffie nelle orecchie.

Ma il tutto è cambiato quando, all’aeroporto di Kerry, abbiamo incontrato il sesto membro della spedizione: la mitica “Astra” (opel) nuova di pallino (100km sul conta-kilometri) che per 2gg è stata presa in affitto. Una 3 porte sportiveggiante molto molto molto fast and furious (tunz tunz e neon compresi nel pacco regalo).

Lo stupore fu davvero enorme quando, montati dentro, ci accorgemmo che il volante era dalla parte sbagliata; e nello stesso istante ci accorgemmo pure che anche nella strada vanno tutti dalla parte sbagliata (ma proprio tutti; sembra che si siano messi d’accordo: tutti vanno in contromano!!); ed ancora un istante dopo ci accorgemmo che l’acqua del water qui gira dalla parte sbagliata! Insomma non potevano essere tutte coincidenze. E quindi con un referendum, (passato per 5 voti a favore e “Astra” astenuta) decretammo che per quei 3 giorni anche noi avremmo guidato dalla parte sbagliata della strada.

Dopo questa storica data, la compagnia inizio un tour propedeutico al preparare le ultime vettovaglie non ancora presenti nel kit di sopravvivenza (nel pre-kit era inserito un arnese che permetteva via radio di ascoltare i nostri ipod nei fast&furios speakers di “Astra”, i nostri bagagli, alcune bottiglie di acqua etc..). Ed ecco quindi il pit stop nell’immancabile LIDL per poi proseguire in direzione Killarney national park. Arrivati a destinazione, dopo un breve pranzo, ci siamo avventurati all’interno del parco. La pioggia (battente) non ha potuto rovinare lo splendore di questi posti, ricordando a noi tutti il perché ognuno scelse in passato l’irlanda. Appendo qualche foto di questi verdi paesaggi incontaminati e mozzafiato. Ovviamente nel lago si tenne la finale olimpica del FRITSMPVCP (ovvero “Fai Rimbalzare Il Tuo Sasso Migliore Più Volte Che Puoi”), vinta da Guilhem (che noi tutti chiamiamo bigman\superman visto la forza bruta di cui è dotato).

La prima notte fu passata in ostello dove, seguendo i consigli della gente, perfezionammo il tragitto che ci attendeva il sabato e la domenica. La scelta ricadde sulla penisola di Dingle, il punto più a Ovest di tutta l’Irlanda.

La mattina seguente, zaini in spalla di Astra(bagagliaio) ed eccoci abbandonare Killarney per dirigerci spediti verso questa lingua di terra protesa nell’Atlantico (dingle appunto). La strada costiera molto stretta ma incredibilmente panoramica costrinse noi a fermarci parecchie volte in più di quanto programmato (ovvero i cambi di pilota) e ci impegnò parecchio nella guida con spezzoni in sterrato e alcuni guadi (il tutto contribuiva a sfamare la nostra sete di selvaggio, e avevamo parecchia voglia di ubriacarci). Infine nella giornata di sabato il tempo si è dimostrato clemente, regalandoci un mezzogiorno infuocato (speso nella tradizionale siesta after-pranzo), ed una serata all’insegna dei colori del tramonto (con un cielo fitto di stelle subito dopo). Questo ultimo regalo fu davvero importante visto che decidemmo di campeggiare, la notte di sabato, in spiaggia. Ed è stato un po’ come sentirmi al campo scout, nell’ultima notte post fuoco di chiusura, tutti attorno al fuoco con la tenda li nei pressi. E tra l’odore acre dei ceppi accesi, e i brividi della brezza di mare ci meravigliammo di come le nostre strade si intrecciarono, ricordando le nostre piccole difficoltà all’inizio, gli amici che la verde Irlanda hanno già abbandonato, le nostre mille avventure, etc (il tutto condito da numerose birre e altro…).; insomma il gusto amaro di qualcosa di bello, che si cerca di godere esattamente nell’effimero momento in cui capita;

Le foto mostrano come alla fine questa compagnia dormì nella penisola di Inch, piccola penisola nella penisola di Dingle. (giusto per dare qualche riferimento pandageografico).

Domenica fu infine spesa per riportare Astra a casa sua (Kerry airport), bere un caffè a Killarney, mangiare 1,5kg di bambù ed infine lasciar scorrere le 6h e 10minuti per tornare noi a casa.

Un abbraccio J

Fede

p.s.

Sigur ròs – Hoppipolla

The Smashing Pumpkins – Bodies

Sigur ròs – Saeglopur

mercoledì 25 luglio 2007

tredicizerosetteduemilasette

Ciao mondo,

Come và? Eccoci ritrovati ad una puntata flash di “Irish panda”. Questo intervento semplicemente vuole celebrare come è stato celebrato il celeberrimo compleanno del panda qui in Eire. Tutto è iniziato dal concerto della Cinematic Orchestra. Sebbene fosse un concerto gratis, l’ambiente, il tempo (clemente = no pioggia torrenziale) tutto è stato ben sopra alle aspettative. Devo dire che questo per me era già abbastanza, (i panda non sono soliti celebrare i propri compleanni, ma gradiscono le feste dei compleanni altrui). Ma aperto l’uscio della mia casina, beh, ho trovato tutti i coinquilini ad attendermi per dare vita ad un party organizzato appunto per il 24simo anniversario del parto di mamma Graz, alle 17:40 del 13 luglio del lontano 1983… Ed è così, che ho visto spuntare dalla cucina il primo bellissimo regalo. Una pinta di birra portatile, ovvero appendibile al collo. E in questo bicchierone si legge una verità irlandese, qualcosa come “today i’m Irish, tomorrow i’ll be Hang Over” che suona un po’ come “oggi sei veramente Irish, ma domani emicrania…” (e chi vuole intendere in tenda e gli altri in igloo). Compreso nel regalo, il servigio di un coinquilino che, non appena finivo il bicchiere, come un elicottero da rifornimento, riportava il serbatoio alcolico al livello di massima efficienza (ovvero bicchiere pieno…). Il problema fu che questo servigio venne scoperto dal panda a sue spese….

Passiamo poi al regalo n2, ovvero una bellissima maglietta con una frase allegorica che qui non posso pubblicare ( I have a big PICKLE, Ready to be eaten)….

Successivamente il regalo numero 3, ovvero 3 palline da juggling; A detta dei miei coinquilini il solo posto dove un panda può trovare lavoro è il circo… Quindi devo allenarmi con le 3 palline…

Ci sono stati poi numerosi altri regali propedeutici al divertimento del mio palato, ma raccontarli tutti sarebbe un po’ troppo e vi lascio quindi un po’ di suspance!

E infine il regalo numero 0, il festone con tanto di invitati e torta gigantesca al cioccolato con 24 candeline!!!! Per la cronaca l’ultima canzone ballata è stata alle 7 a.m. del 14 luglio…

Concludo ringraziando tutti coloro che si sono ricordati di me con sms, mail etc. e coloro i quali si ricorderanno dopo (capita spesso anche a me!!).

A presto un nuovo aggiornamento con la gita fuori porta o meglio l’hike in contea Kerry e precisamente nella Dingle peninsula.

Un bacio

Federico

P.s.

Fabrizio de Andrè – Canzone dell’amore perduto

The Cinematic Orchestra – Man with a movie camera (entire album)

martedì 10 luglio 2007

Possa ogni giorno portarti il suo dono....

Ciao amici,

come và? Che il caldo possa portare delle escoriazioni al vostro deretano dovute alla troppa presenza di sole. Lo auguro visto che qui, da circa 5 settimane, non vediamo una giornata completa di sole. Mi sto ammalando. Pioggia, vento e freddo (ma siamo in estate?) colorano di grigio i riflessi delle nuvole sulla mia pelle bianca e nera (eh si, sono un panda, ricordate eh!). Inizio questo breve intervento dicendovi la cosa che appunto mi manca di più dell’Italia, ovvero il sole! (ok, ho tolto dalla gara la mamma, lo spritz, il melone, le costicine con il vino rosso che te imbriagha dopo do ombre, la lavatrice funzionante, quadro nero su sfondo bianco di Malevich e la “panda” di marco; giusto per fare arrivare “il sole” nelle prime posizioni eh). Devo anche portare agli atti il fatto che domenica sono riuscito a mettermi i sandali e i pantaloncini corti!! (ovviamente non vi dico che gli ho portati solo in casa…). Eh si, qualche soddisfazione me la tolgo anche io!!!

Ad ogni modo, vengo a raccontarvi cosa il panda abitualmente ha fatto dall’ultimo intervento a questo. Come faccio a non raccontarvi di come ho speso la mia chance di vincere il superenalotto, qui, in Irlanda? Semplicemente ho rinunciato agli 80 milioni di euro usuali per vincere un’altra lotteria! Venerdì prossimo ci sarà un concerto (The Cinematic Orchestra) che mi ha ispirato sin da quando, ancora bambino, non riuscivo nemmeno a leggere. L’unico modo per accedervi era quello di immettere i propri dati in un sito internet che, appunto come una lotteria, avrebbe estratto i partecipanti. Ed il mio nominativo è stato estratto! Così ho vinto 2 biglietti (dal valore simbolico di 80mln di euro, circa 13.456.788.787.898 tonnellate di bambù) che permetteranno al panda e al suo coinquilino Juan di partecipare a questo evento!

Altro simpatico aneddoto riguarda il come sono diventato bravo a scroccare cene. Bravo non tanto nel farmi invitare, ma nel scegliere chi convincere a farmi invitare. Ed è così che la scorsa settimana ho realizzato una tripla-combo. Partiamo con un climax dalla cenetta più normale. Il coinquilino guilhem ci ha preparato una sua specialità, patate con uova e cipolla il tutto senza nemmeno l’ombra del sale. E’ vero che il sale è in zucca, ma qui non è tempo di zucche quindi è questo il motivo dell’assenza di sale..

Il coinquilino Juan invece, si è esibito in una invernale zuppa di Ceci, Patate, Morsilla, Chorizo, Cipolle Aglio e Olio. Piatto povero ma credetemi di una bontà infinita. (l’ho già convinto a rifarmela!E farò come fa lui quando mi compra il macinato, la passata e dice “Bolognese?”).

Scaliamo sempre di più la chart e arriviamo a cosa la mia sorellina mi ha proposto. La sorellina per chi non lo sapesse (Alessia!!) è vegetariana. Quindi ha proposto un cous-cous alle verdure. Sto ancora in standing ovation da allora. Ho male alle mani, ma merita ancora più applausi quindi non mi fermo!

Ed infine eccoci alla numero uno. Gianni, sono ottimista, collega di lavoro, colui che mi propose di inviare il curriculum al mio attuale posto di lavoro. Colui che mi profuma ogni giorno con l’essenza delle sue perle! Colui con il quale litighiamo sempre parlando di politica, per poi stringerci la mano (zampa la mia) a fine discussione. Colui che mi strinse la mano (zampa.... ok) nell'atterraggio in suolo italiano nella mia comparsata di maggio. Ecco lui. Lui e il suo dono innato nel cucinare. Lui e il suo passarmi il pane per “tociare” il piatto e la teglia. Il rumore del cucchiaio che svuota nel mio piatto parte della pietanza. Il profumo di mamma e nonna fuso in un uomo con il pizzetto alla “Orlando Bloom senza cuore”. Signori e signore parliamo della pasta pasticciata più buona dell’uni

verso. Non posso dire a cosa ho paragonato il piacere\sapore della prima forchettata (Addirittura più buono della prima poppata dal seno di mamma Graziella) perché so che questo spazio viene letto anche da minori, e per gli adulti, beh immaginate! Grazie Gianni! Sono ottimista!A quando la prossima cena!!!??

Ad ogni modo non ho solo mangiato nell’ultimo periodo. Mi sono dato all’arte. Ed è così che la coinquilina Polacca Silwia ha accettato di farmi da modella (ovviamente nuda come testimoniano le immagini). Vedrete nelle immagini i frutti del mio lavoro che, alla mia morte, saranno ricordati come le migliore pennellate del Panda, genio incompreso del ventunesimo secolo.







Concludo qui. Al prossimo contatto!

Fede

p.s.

Peter Bjorn and John – Up against the wall

Cisco – Come se il mondo

The Killers - Bones


p.p.s. Avanti marco!!!


martedì 26 giugno 2007

Amsterdam & Pascal's leaving party

Ciao amici,

effettivamente è da un po’ che non scrivo nel mio spazio. Il motivo è semplice. La wireless free che avevo a casina è scomparsa. Compare ogni tanto; ah… bei tempi quando compravamo i biglietti della Ryan da casa, e io saltavo i fossi per lungo, e chi aveva la bicicletta era un “sior”, e non ci sono più le mezze stagioni, etc…

Ma dicevamo “ryanair”, colei che ha portato il panda e la truppa di coinquilini nel luogo della loro unica vacanza oltre mare. E così, dopo circa un ora e mezza di volo, il comandante del volo ci ha annunciato il benvenuti in Olanda, precisamente Eindoven. Da Eindoven, 1 ora e 20 di treno ed eccoci uscire dalla splendida stazione di Amsterdam. Com’è una citta dove le droghe leggere sono legali, la prostituzione pure, l’eutanasia è annoverata nel codice civile e la polizia gira con gli spray al peperoncino? Rimarra parecchio deluso chi si aspetta una città sporca, in preda agli ubriaconi o cannati di turno o caotica. Qui tutto è pulito, organizzato sin nei minimi dettagli, pieno di gente disponibile e, come il tipo dell’ufficio turistico raccomanda, tutto sorridente! E che dire di una città dove la precedenza è data sempre al mezzo bicicletta? Piste ciclabili ovunque, spesso strade solo per biciclette. E questo ha spinto me e i miei colleghi a noleggiare una bicicletta per poter meglio godere la città. Passare in mezzo a canali, alle case colorate le une differenti dalle altre, muoversi più velocemente del tram o di altri mezzi pubblici (qui efficientissimi). Questa è la bicicletta in Amsterdam. Ma parliamo delle biciclette olandesi. Biciclette prive di freni sul manubrio. Per frenare semplicemente giri verso indietro i pedali. E funziona! L’unico inconveniente è la partenza, dove io sono abituato a girare i pedali all’indietro per trovare il giusto equilibrio. Qui freni e cadi se lo fai (non chiedetemi come lo so). Altra nota da sottolineare è la disponibilità della gente. Qui tutti (dal moccioso che si mette le dita nel naso e poi se le lecca, alla vecchietta con foulard in testa) parlano ovviamente l’olandese e, meno ovvio, l’inglese. Ciò significa che è molto facile girare la città e chiedere informazioni. Quando abbiamo chiesto per esempio dove si trovava il Van gogh museum, nessuno capiva ciò che cercavamo. La cosa ci puzzava un po’. E’ impossibile che 3-4 olandesi DOC non sappiano dove diavolo è uno dei musei più famosi di tutta l’europa. Ma quando abbiamo aperto la cartina dopo i precedenti 4 tentativi e indicato con il nostro indice l’ubicazione dell’olandese volante senza un orecchio, ecco finalmente che, capendo, una signora ci ha detto “ah, cercate il Faon ghogg museum?”. Il museo è davvero spettacolare e organizzato tutto nei minimi dettagli. (Per il procione: Purtroppo non c’era nemmeno l’ombra “ovviamente quadrata” del capolavoro del tuo beniamino Malevich). Consiglio a chi dovesse passare di qui anche Madame tussauds ed il sex museum (sebbene non ci sia andato a nessuno dei due. Ma così sembro acculturato!!). E il red light district (ovvero il quartiere a luci rosse) e qui si che ci siamo passati! Altra cosa da lodarea da Amsterdam sono i bagni all'aperto in mezzo alla città! Troppo comodi (e altrettando puzzolenti\sporchi)!
Ad ogni modo riporto qualche scatto dell'avventura com'è usuale in questo blog.

La seconda parte di questo post riguarda un coinquilino, o meglio, un amico che ha lasciato l'avventura irlandese. In due parole, Pascal è stato sin dall'inizio una delle persone che il destino ha fatto incrociare con la mia strada. E la trama è stata davvero stretta, così stretta che ci ha portato a condividere la stessa camera, le stesse avventure (compresa quella ad amsterdam) e le stesse disavventure. Lui era il terzo coinquilino della mia cameretta (che condivido tuttora con lo spagnolo juan) e dormiva nel pavimento (ovviamente foderato di coperte). La camera senza di lui ora sembra enorme, e tutti i piccoli disagi, causati appunto da questa convivenza un pò incasinata, ora mancano un pò nel colorare le giornate di cose sempre frizzanti e nuove. Ad ogni modo, abbiamo deciso di festeggiare in maniera degna questa partenza dalla casa. E come se non con un bel party? Ovviamente tutto è andato per il meglio se non fosse che il Party è stato fatto la notte all'indomani del ritorno da Amsterdam. Quindi dopo aver lavorato tutto il gg, Festa fino alle 4 di notte per poi alle 8 ritornare a lavorare. Ok, sono rimasto devastato per i 2 gg successivi (e non solo per il sonno! hihihi) ma devo dire che ne è davvero valsa la pena!!! Allego il regalo che abbiamo fatto a Pascal (un poster; p.s. lui faceva il lucida scarpe all'aeroporto).












Altra cosa per concludere questo eterno intervento: Qui sono 2 settimane che non vediamo il sole. Pioggia e freddo. 14 gradi e a volte adirittura meno. Dite che è perchè ho osato prendere un paio di sandali e un paio di pantaloni corti?

Un abbraccio.
Fede

p.s. L'ultima foto mostra il vero motivo per cui sono andato ad amsterdam (ovvero trovare la mia pandafamiglia)



p.p.s.

Counting Crows - Mr jones

Franz Ferdinand - Do you want to?

Dorian - Cualquier otra parte

lunedì 11 giugno 2007

...La bottega in cui le fate hanno lo sguardo immoto sul dormire che non giunge




Ciao mondo,

finalmente a Dublino è tornata un po’ di primavera. Si dico, per questo week-end non ha piovuto. Credetemi, è abbastanza innaturale qui. E per festeggiare l’evento sabato scorso sono andato al mare. Faceva parecchio caldo e ho deciso di tentare l’impresa. Si, ho contato sino a 400, ho preso la rincorsa (in un supermercato, scontata, 3€) e mi sono gettato nel mare d’irlanda. Mare d’irlanda altro non è che oceano atlantico tra Eire e England. Non so grazie a quale santo sono qui a raccontarvi questa cosa. Nemmeno quando ho scalato l’Everest in mutande e sandali ho provato così freddo! Mi sentivo parte integrante di quella pubblicità della Vigorsol, dove un uomo diventa un condizionatore.

Ma parliamo di altro. Parliamo di quanto in Dublino il fenomeno dei baskers sia diffuso. Di quanto viva è una città dove in ogni angolo di temple bar c’è sempre un artista di strada pronto a donarti la sua performance in cambio di qualche euro. E le nazionalità sono le più svariate. Un giorno trovai adirittura un tipo (simile a cisco degli ormai ex MCR) che cantava ligabue in pieno centro a Dublino. Ovviamente il mio euro l’ha guadagnato tutto (anche perché cantando assieme a lui ho fatto scappare credo mezzo pubblico hahaha). Allego una foto di un gruppo che mi ha colpito moltissimo (irlandesi loro), che con un flauto traverso, una batteria, una chitarra e un violino riescono a riscaldare e a far partecipare al loro show la folla di estranei e curiosi che sempre si ferma colpita dalla melodia inebriante (,,,,, ß metto qualche virgola che potete gettare dove volete nell’ultimo periodo). La loro musica ricorda moltissimo un cocktail di Bregovic, Banda Bardò, Modena City Ramblers, prosecco e aperol, con una fetta di arancia possibilmente.

Altra cosa che merita di essere scritta e portata agli atti è la festa che, contrariamente alle direttive del padrone di casa e del vicinato, abbiamo fatto! Il tutto è iniziato con la solita pasta che l’italiano ha cucinato per le solite 12 persone.(La prima foto sono quasi tutti i coinquilini della casettina che hanno usufruito di tale slancio di generisità); Ma dicevo... gli spaghetti ai piselli più buoni del mondo (a detta di francesi (<- campioni del mondo) spagnoli e polacchi) che per me si meritavano la piena sufficienza ma nulla di più. Alla fine della cena sono passato con un bicchiere a chiedere qualche euro… eh si, la famosa colletta interamente devoluta al negozio di alcolici adiacente la nostra abitazione.

Durante questa mia operazione, il coinquilino Juan, si è adoperato per collegare i nostri ipod ad un impianto stereo nel “giardino” della nostra casetta. Ovviamente in Irlanda il giardino fa pensare al verde prato perfetto, qualche margherita e mille trifogli. Esattamente come il nostro giardino di cemento. Ma come sappiamo bene, la casa non sono i muri o il giardino, ma bensì le persone che la vivono. Forse è per questo che questo minestrone di difetti a me viene facile chiamarlo “casa”.

Un abrazo fuerte!





Fede

p.s.

The chemical brothers – the private psychedelic reel

Telepopmusic - Breathe